domenica 3 marzo 2013

3/3/13 – 58^ Giorno – Nanyuki - Kenya Trasferimento bus: Marsabit – Nanyuki circa km. 330. Annullate tappe off road: - 42^: Marsabit – Laisamis (off road); - 43^: Laisamis – Isiolo (off road per 30 km, poi sfaltata); - 44^: Isiolo – Nanyuki (asfaltata).


3/3/13 – 58^ Giorno – Nanyuki - Kenya
Trasferimento bus: Marsabit – Nanyuki circa km. 330.
Annullate tappe:
-       42^: Marsabit – Laisamis  (off road);
-       43^: Laisamis – Isiolo (off road per 30 km, poi asfaltata);
-       44^: Isiolo – Nanyuki (asfaltata).

Cartina Trasferimento Bus-Tappe: 42^, 43^ e 44^ (non completo)

Lunghissimo ed interminabile trasferimento in una giornata molto nuvolosa nella prima parte. Siamo così in Nanyuki, in un hotel sicuro in attesa delle evoluzioni delle elezioni. Il panorama è stato decisamente bello e vario anche con vegetazione ed abbiamo incontrato elefanti ed una zebra morta. Come ieri a metà percorso ci siamo fermati per pranzare. Il TdA ha allestito come al solito il pranzo veloce di panini che ci fornisce tutti i giorni. Poi però ho assistito ad uno spettacolo pietoso che mi ha veramente colpito. Eravamo ai bordi di un villaggio ed i soliti ragazzini malnutriti e seminudi con stracci si sono accalcati a curiosare e ad elemosinare soldi e cibo. Appena abbiamo lasciato i tre sacchi della spazzatura si sono tutti lanciati su di essi con veemenza facendosi male pure tra di loro. Li hanno strappati e con una foga incredibile hanno rovistato tra la nostra spazzatura per cercare qualcosa mangiabile che noi avevamo scartato. Si sono messi a mangiare li per terra. Alcuni scappavano per paura che altri gli rubassero quello che avevano con fatica conquistato. Sembravano addirittura felici per il “lauto” pasto che stavano facendo rispetto al loro standard. Non sono riuscito a fare una foto di quella scena pietosa, sono rimasto lì, impalato a guardare come ancora oggi l’umanità possa essere ridotta. Non scrivo la solita frase “mentre noi buttiamo tante cose, ci sono tantissimi bambini che rovistano tra la spazzatura…”, ma sono rimasto veramente colpito da questa situazione e non so proprio cosa pensare e cosa dire. Vedere certe scene dal vivo, vedere bambini che rovistano tra la mia spazzatura è sempre diverso che vederlo in tv o sentirlo raccontare. Ora sono qui in questo comodo e bell’hotel con un grande letto, ma ho ancora negli occhi quella scena pietosa.










sabato 2 marzo 2013

2/3/13 – 57^ Giorno – Marsabit - Kenya Trasferimento bus: Sololo Camp – Marsabit km. 171,87. Annullate tappe off road: - 40^: Sololo Camp – Lava Rock Camp - 41^: Lava Rock Camp - Marsabit


2/3/13 – 57^ Giorno – Marsabit - Kenya
Trasferimento bus: Sololo Camp – Marsabit km. 171,87.
Annullate tappe off road:
-       40^: Sololo Camp – Lava Rock Camp
-       41^: Lava Rock Camp - Marsabit

Cartina Trasferimento Bus-Tappe: 40^ e 41^

Oggi è stato fatto il primo dei due trasferimenti in bus completamente off road su pietre di lava veramente difficili e dure. Anche il bus ed i camion del TdA facevano fatica a proseguire. Il panorama intorno era di pietre nere residui di un vulcano ormai spento. Abbiamo avuto la presenza di un militare armato dentro il bus che ci ha scortato tutto il viaggio. Da oggi mi riposo per recuperare bene ed un giorno se ci saranno le possibilità si tornerà a rifare queste cinque tappe che il TdA ha annullato (pare che però ogni anno in questa zona ne annullano qualcuna per motivi di sicurezza).














venerdì 1 marzo 2013

1/3/13 – 56^ Giorno – Sololo Camp - Kenya 39^ Tappa: Moyale – Sololo Camp km. 78,05


1/3/13 – 56^ Giorno – Sololo Camp - Kenya
39^ Tappa: Moyale – Sololo Camp km. 78,05

Cartina 39^ Tappa: Moyale - Sololo Camp km. 78,05

Altro tappone off road veramente difficile, duro, pietre, sabbia e con oltre 48° di temperatura. Non era ancora la lava-rock in quanto le pietre non erano scure, ma la musica era la stessa. Qui non ci sono salite, solo sterrato con attraversamento di qualche villaggio dove però la gente rispetto all’Etiopia non ti dà quasi per niente fastidio. Sono molto meno numerosi e molto più riservati, come ci avevano detto. Da oggi pare che almeno la diarrea sia stata sconfitta, ma le irritazioni rimangono e pedalare su queste pietre che ti fanno letteralmente sobbalzare sul sellino è abbastanza doloroso. Durante la notte prima mi ha fatto molto male! Le strade oggi erano quasi sempre di colore rosso, come in Australia.







giovedì 28 febbraio 2013

28/2/13 – 55^ Giorno – Moyale – Etiopia - Kenya 38^ Tappa: Bush Camp - Moyale km. 82,34


28/2/13 – 55^ Giorno – Moyale – Etiopia - Kenya
38^ Tappa: Bush Camp - Moyale km. 82,34

Cartina 38^ Tappa: Bush Camp - Moyale km. 82,34

Oggi è stato finalmente il giorno dell’addio all’Etiopia ed ai disgraziati ragazzini fastidiosi per strada. Lasciamo però anche un paese con stupendi panorami, ma son contento così!. Oggi nella prima parte della tappa era proprio spento senza forze causa ancora della diarrea e delle fastidiose conseguenti irritazioni che rendono lo stare in sella una gran fatica. Poi ho preso dei sali minerali al pranzo e mi son sentito molto meglio. Il finale di tappa è stato tutto dedicato con anche perdita di molto tempo alle pratiche burocratiche per uscire dall’Etiopia e per entrare in Kenya. Per maggiore sicurezza e per volere o consiglio (non ho capito bene) della polizia sono stati cambiati i piani ancora una volta. Si pedalerà solo domani e poi, oltre alle già citate tre tappe fino a Nanyuki, si salteranno altre due tappe (così cinque in totale per 500 km) che verranno coperte in bus in un giorno fino a Marsabit. Il motivo è che il governo kenyota per motivi di sicurezza e per prevenire qualsiasi cosa sta limitando gli spostamenti nelle strade e quindi dobbiamo anticipare il nostro arrivo a Nanyuki, il grande centro dove aspetteremo che passi questo “tornado” elezioni. Lì avremo 4 giorni di riposo per recuperare il programma prestabilito. Io ne approfitterò per riposarmi bene visto che sono molto stanco, ma tra qualche anno mi toccherà tornarci qui (quando sarà tutto calmo e le strade saranno asfaltate) per fare anche questo pezzo delle pietre di lava!:)







mercoledì 27 febbraio 2013

27/2/13 – 54^ Giorno – Bush Camp - Etiopia 37^ Tappa: Yabello – Bush Camp km. 126,72


27/2/13 – 54^ Giorno – Bush Camp - Etiopia
37^ Tappa: Yabello – Bush Camp km. 126,72

Cartina 37^ Tappa: Yabello - Bush Camp km. 126,72

La notte non è passata per niente bene tra diarrea e mal di intestino ed in piena notte avevo proprio deciso di non ripartire, vista anche la stanchezza che mi porto ancora addosso. Poi quando ha suonato la sveglia mi son preparato e mi son detto: “Io parto intanto, se poi non va mi fermo e mi faccio raccogliere dal nostro camion”. Fortunatamente molta della strada sterrata che avremmo dovuto trovare era o già asfaltata o pronta per esserlo e quindi era ben battuta. Poi pedalando pian piano mi sono sentito meglio e quindi ho finito la tappa, anche se gli ultimi 20/25 km dopo l’ultima salita ho avuto un bel po’ di crisi anche per via del vento contro. Nel camp c’era anche un cinese che sta facendo da solo il giro del mondo in bici!









martedì 26 febbraio 2013

26/2/13 – 53^ Giorno – Yabello - Etiopia Riposo


26/2/13 – 53^ Giorno – Yabello - Etiopia
Riposo

Mi sento decisamente meglio con il riposo completo di oggi (fortuna che c’era!), ma mi sento ancora debole e la diarrea non mi abbandona associata a qualche dolore nel basso intestino. Domani ci penso bene prima di ripartire. Ho fatto il bucato e sistemato la bici, ma l’albergo ed il posto sono veramente “primitivi” e quindi il soggiorno non è stato affatto piacevole (la luce c’era solo per qualche ora!). Il capo del Tour ci ha informato che fra due giorni entreremo in Kenya, ma che dovremo saltare tre tappe (che faremo con un bus) in quanto una tappa ultimamente si è resa pericoloso per ruberie di acqua e cibo ai ciclisti e le altre due sono troppo vicine al giorno delle elezioni in Kenya che 5 anni furono teatro di gravi scontri violenti con morti ed il TdA allora dovette completamente sorvolare il paese. La situazione è tranquilla ora, altrimenti non si entrerebbe in Kenya, i loro osservatori e le ambasciate non hanno segnalato problemi anche perché il governo kenyota per non ripetere gli stessi errori pare stia tenendo molto di più sotto controllo il paese. Non ci sono allarmi, ma il TdA per maggiore sicurezza ha deciso che, siccome dobbiamo attraversare per tre giorni di off-road delle zone molto remote ed impervie dove non ci sono affatto collegamenti e città ma solo villaggi sperduti, è meglio attraversare questa zona con un bus e trovarsi in un grosso centro (Nanyuki) dove ci sono anche militari e strade asfaltate nel caso dovesse succedere qualcosa: in pratica è meglio non trovarsi in situazioni di emergenza (anche se improbabili allo stato) senza protezione e senza comode vie di uscite. Il pezzo che dovremo saltare è di circa 330/350 km.







lunedì 25 febbraio 2013

25/2/13 – 52^ Giorno – Yabello - Etiopia 36^ Tappa: Riverbed Camp - Yabello km. 97,12


25/2/13 – 52^ Giorno – Yabello - Etiopia
36^ Tappa: Riverbed Camp - Yabello km. 97,12

Cartina 36^ Tappa: Riverbed Camp - Yabello km. 97,12

Nella mia carriera cicloturistica oggi probabilmente è stata la tappa più difficile e penso proprio di aver toccato il “fondo”, penso proprio di aver scavato dentro di me ogni milligrammo di forza che potevo avere. Già debilitato dalla diarrea che persiste, sono arrivato completamente distrutto, cotto, finito, senza neanche più le forze per fare gli ultimi km in discesa, senza quasi avere la capacità di stare in equilibrio in sella e senza essere in grado all’arrivo di scendere dalla bici da solo!! La tappa è stata tutta sterrata ed i primi 30 km sono stati anche accettabili. Poi però sono iniziate le pietre ed andare avanti è stato veramente difficile, quasi impossibile. Poi ci sono state le salite, tante e dure con pietre grandi per terra che rendevano difficilissimo l’equilibrio. La salita era così ripida ed impervia per le pietre e per le buche che negli ultimi 5/700 mt ho dovuto spingere la bici a mano anche perché iniziava a darmi fastidio la testa: non ce la facevo più e l’equilibrio era molto molto precario. Finita la salita, mi sono rifocillato, mangiando e bevendo, ma ormai avevo il serbatoio vuoto: fare la discesa è stato ancora più difficile in quanto non riuscivo a tenere la bici in equilibrio sia per lo sterrato, ma soprattutto per la stanchezza. Sono dovuto procedere a velocità ridottissima, poi negli ultimi 7/8 km è riapparso il “santo” asfalto, ma ogni metro per me era più difficile del precedente. Non so come sono riuscito ad arrivare in hotel e per un paio di ore sono rimasto seduto con tutta la compagnia a bere perché non riuscivo proprio a rimettermi in piedi. Un norvegese del gruppo molto gentile ha capito la situazione e mi ha offerto di dividere la stanza dell’hotel con lui (in quanto il letto è molto grande) visto che ormai erano tutte occupate e non so dove avrei trovato le forze per montare la tenda nel giardino dell’hotel. Anche oggi alcuni di noi sono andati in crisi, hanno pianto ed hanno anche rinunciato. Più tardi mentre mi riposavo ho avuto anche un’inspiegabile piccola crisi di pianto, forse stavo realizzando che avevo proprio raschiato il barile, che forse avevo esagerato oppure ero solo felice di esserci riuscito….boh, va a capire che mi è successo in quei minuti! In serata ho mangiato un bel po’, ma tale era la stanchezza che camminavo come un vecchietto con il bastone ed avevo un pochino di freddo con febbre. Non penso che dimenticherò mai questa giornata!